Segni del tempo
La curiosità è il motore, la fotografia è lo strumento

Ugo Borsatti, Trieste, Graziella e Jim 1954

Partenza del contingente americano

12 ottobre 1954. Alla Stazione centrale è in partenza un convoglio di truppe USA. Molte triestine ssalutano i soldati con cui hanno fraternizzato durante l'occupazione. Affacciato a un finestrino c'è un bel giovane, visibilmente commosso, che tiene la mano a una ragazza in lacrime. Due commilitoni la sollevano da terra e la mettono fra le braccia del "suo" soldato dove rimarrà fino alla partenza del treno. Ho la fortiuna di trovarmi li nel momento giusto per poter scattare la foto di quel bacio. Anzi di quei baci, tanti, appassionati, veri, struggenti. La foto che, negli anni che seguiranno, faranno il giro del mondo, diventeranno il simbolo di quel periodo storico. All'inizio però, pensando si tratti soltanto di una bella immagine, la uso per partecipare a delle mostre titolandola "Ciao Johnny" o "Addio per sempre". Trascorrono quarantaquattro anni. Un giorno di settembre entra nel mio studio un cliente, adocchia una foto che si trova sul banco ed esclama: "Cossa i fa qua mia zia e mio zio?". La foto è proprio quella del bacio della stazione: scopro così dopo tanto tempo che quei due giovani, il soldato ventenne Jim Swaim e la triestina dicianovenne Graziella Cirrincione, solo pochi giorni dopo la partenza del treno, si erano sposati a Livorno. E scopro che ora vivono in California attorniati da tre figli e cinque nipoti...
tratto da: Ugo e Noi, Emme&emme Editore
Archivio storico Foto Omnia di Ugo Borsatti, acquisito dalla Fondazione CRTrieste

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